La caduta delle Archirovine

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Mirage
Novellino
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Iscritto il: 07 nov 2015, 13:15

La caduta delle Archirovine

#1 Messaggio da Mirage »

In un’epoca in cui le terre di My Lands erano divise tra regni di luce e domini di ombra, sulle roste antiche di Arconio si ergevano ancora le Archirovine: strutture misteriose, residue di un’era perduta, la cui energia oscura minacciava di squilibrare tutto l’equilibrio del mondo. Nessuno sapeva con certezza da chi fossero state costruite; alcune voci parlavano di antichi maghi, altre di civiltà cadute prima della nascita delle razze attuali. Di certo, le Archirovine attiravano ogni sorta di predatori, mercenari, e signori della guerra, che scommettevano sul loro destino in cambio di Perle nere e gloria.

M4dn3ss87 regnava su un regno grigio e silenzioso, dove il tempo sembrava essersi fermato. Le sue città erano costruite tra cimiteri e paludi, e le sue armate erano composte da guerrieri non morti, fedeli per sempre al loro signore. Non provava fame, né sonno, né paura; ciò che lo muoveva era la ricerca di potere e il desiderio di lasciare un segno eterno nelle cronache.

Mirage, invece, governava terre illuminate da una luce perenne, dove gli elfi vivevano in armonia con foreste e sorgenti magiche. Era noto per la sua saggezza e per la capacità di trovare alleanze impossibili. I suoi guerrieri portavano incantesimi di luce e le sue torri brillavano come stelle a terra.

Fu Mirage a proporre il primo contatto. Un messaggero elfo, avvolto in un mantello di luce, attraversò le linee nemiche senza essere stagliato, portando un messaggio semplice:

> «Se le rovine restano, non ci sarà più nessuno contro cui combattere.»

M4dn3ss87, invece di mandare il messaggero alla morte, lo ricevette nel suo trono di ossa. Lo ascoltò in silenzio, poi rise, un suono secco come lo scricchiolio di rami morti.

«Una pace temporanea, allora,» disse. «Non per amicizia. Ma per necessità.»

Così nacque un’alleanza contro natura: non morti ed elfi chiari si misero d’accordo per concentrare le loro risorse, unendo maghi, spie e esseri della guerra. Ogni gilda, ogni alleato, fu messo al corrente: l’obiettivo era uno solo, le Archirovine.

Il segnale fu dato al crepuscolo, quando il cielo sopra Arconio si tinse di colori innaturali, tra viola e oro. Le Archirovine, fino a quel momento silenziose, iniziarono a pulsare di luce malata, come se percezione la minaccia.

M4dn3ss87 guidò le sue legioni dall’alto di un carro trainato da cavalli non morti, la sua aura nera che si espandeva come una nuvola sopra il campo di battaglia. Dietro di lui, migliaia di unità, pronte a sostenere l’attacco.

Mirage, dall’altro lato, era circondato da arcieri elfi, maghi della luce e cavalieri con armature incantate. Ogni suo gesto era calcolato, ogni ordine perfetto. La sua presenza era calma, ma la sua determinazione era incrollabile.

Le prime ondate di truppe furono lanciate contro le rovine. Il terreno tremò. Le pareti delle Archirovine cigolarono, come se qualcosa al loro interno si stesse svegliando. Poi, con un rumore sordo, una prima crepa si aprì nella struttura principale.

Le Archirovine resistettero a lungo, ma la pressione fu troppo alta. Alla fine, dell'attacco, un’esplosione di luce e ombra si propagò dal cuore delle rovine.

Il cielo si illuminò di bianco e nero allo stesso tempo. Le mura delle Archirovine crollarono in una cascata di pietra, polvere e frammenti di magia. Un’onda di energia si diffuse sul campo, costringendo entrambi gli eserciti a ripararsi.

Quando la polvere si posò, davanti ai due sovrani non restava che un mucchio di macerie fumanti. Le Archirovine, ciò che per secoli aveva rappresentato una minaccia e un obiettivo, non esistevano più.

M4dn3ss87 si avvicinò alle rovine, osservando i resti con un sorriso invisibile sotto la sua maschera di morte.

«Finalmente» mormorò. «Un nemico che non tornerà più.»

Mirage, accanto a lui, annuì.

«La tua forza e la tua pazienza sono state fondamentali,» disse. «Senza di te, non ce l’avremmo fatta.»

«E senza la tua luce,» rispose il non morto, «saremmo stati distrutti dall’ombra prima di poterla sconfiggere.»

Dopo la distruzione, la tregua finì lentamente. Non ci furono grandi celebrazioni comuni, né banchetti di pace. Semplicemente, gli eserciti si ritirarono, ciascuno verso i propri confini. Ma qualcosa era cambiato: da quel giorno, M4dn3ss87 e Mirage furono ricordati non solo come sovrani, ma come due figure con un destino legato da un atto unico.
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